Una riforma costituzionale indifferibile ed urgente
Askatasuna, o come si scrive, è un poliziotto preso a martellate e un altro malmenato. Tentato omicidio per la Presidente del Consiglio.
Il disagio minorile è un maranza che accoltella un altro ragazzo nei corridoi scolastici a Spezia, se rammento bene.
La zona della stazione di Milano è un cinese che gira armato e se un poliziotto gli spara alla testa (alla testa, non al corpo), non deve essere iscritto nel registro degli indagati.
Da questi eventi di cronaca, triste e, fortunatamente, non troppo quotidiana: non ci sono molte persone armate di bastone che menano guardie giurate per sottrargli la pistola; non capitano di frequente duelli alla rusticana nelle scuole superiori; i centri sociali non vengono sgombrati tutti i giorni e comunque non sono molti, il Governo ha ricavato gli estremi del caso straordinario di necessità e urgenza che giustifica il ricorso al decreto legge.
Si può scrivere che non c’è necessità e urgenza, ma è un’affermazione sterile: il sistema costituzionale si è evoluto in termini tali che ciò che era pensato per far fronte alle calamità naturali, oggi è solo una iniziativa legislativa dotata di una retroattivamente precaria forza normativa.
Si deve scrivere una cosa diversa ed assai più seria: il Governo, questa volta, si sta arrischiando in una operazione pericolosa: dopo Askatasuna, sarà possibile un fermo di polizia amministrativa di dodici ore per chiunque abbia partecipato a manifestazioni considerate violente. L’essenza dell’art. 13, Cost. è che nessuno può essere privato della libertà personale senza un provvedimento motivato dell’Autorità giurisdizionale e nei soli casi previsti dalla legge.
Dopo il poliziotto che ha colpito alla testa l’uomo armato alla stazione di Milano, le forze incaricate di tutelare la sicurezza pubblica che, nello svolgimento dei loro compiti, compiano fatti considerati dalla legge come reati non saranno più sottoposti a indagini organizzate e gestite dal Procuratore della Repubblica, ma saranno soggetti unicamente alla cognizione disciplinare dell’Amministrazione di appartenenza.
Dopo il maranza accoltellatore di Spezia, nessun ragazzo potrà più comprare coltelli da cucina. E perché quando a Ravenna, un quattordicenne ha accoltellato i genitori nel sonno, non si è previsto di vietare i coltelli da cucina a tutte le famiglie con figli minori senza porto d’armi?
La Costituzione non ride quando si smarrisce in via di urgenza il senso della riserva di giurisdizione. Soffre. E questo non è un attentato alla magistratura, è una violazione dello Stato di diritto.
Ma fa meno rumore e, quindi, si preferisce concentrarsi sulla separazione delle carriere che, davvero, sul piano degli equilibri costituzionali, può essere inopportuna ma è meno pericolosa dei decreti legge di revisione costituzionale che stanno iniziando a diventare troppo frequenti.


























